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Come nasce il progetto di un Museo Illustrazione
Ragazzi
Può sembrare insolito che un istituto scolastico,
per di più di base, abbia voluto la realizzazione di un “Museo
Illustrazione Ragazzi” di cui questo catalogo è felice ed
importante testimonianza.
Eppure, a ben pensarci, questa iniziativa non è invece estranea
alle finalità e alla “missione” della scuola. Basta
riflettere un attimo sulle parole chiave e sui concetti portanti che sono
inclusi nel progetto che abbiamo voluto con forza. 1. Il Museo: è
il luogo privilegiato in cui costruiamo la nostra memoria ed identità
collettiva, dal livello nazionale a quello locale e, a partire da essa,
l’identità individuale di ciascuno, a partire dalle giovani
generazioni che hanno sete e bisogno di memoria ed identità per
proiettarsi nel futuro; 2. L’Illustrazione: siamo nel secolo che
dell’immagine, dell’iconico ha fatto il suo segno distintivo;
è il logo di un’epoca, la post-moderna, forse più
forte e pregnante non solo dell’oralità, - così poco
curata,- della scrittura, - che con l’elettronica sta subendo mutazioni
profonde, - della multimedialità - che di essa spesso si serve
-; ne conosciamo il valore economico e culturale, forse non a pieno ancora
la forza di alfabetizzazione che assume nell’era della globalità;
è quindi un genere che la suola deve saper riconoscere ed accogliere
a pieno, per utilizzarne la grande forza educativa e didattica, da conoscere
e da padroneggiare; 3. L’arte: la bellezza, la gratuità delle
arti sono e saranno sempre di più la salvezza della scuola e dell’educazione
e il cuore ed il senso della formazione. Non educhiamo per l’effimero,
l’utilitaristico e per il presente, ma per ciò che ancora
non appare, per il futuro e per un orizzonte di senso e di significato
di cui dobbiamo essere “angeli annunciatori”, che sappia cogliere
la bellezza di un gesto, l’originalità di un pensiero, la
gratuità di un atto, la creatività di un’idea, la
responsabilità con il gruppo e la dissonanza dal gruppo, per contrastare
la banalità dell’omologazione su un profilo di consumatore
prima che di persona e cittadino. Ed il rapporto con l’arte e con
gli artisti a scuola è fortemente educativo perché fa capire
che educare non può significare solo trasmettere e fruire cultura,
ma aiutare a produrre cultura. 4.La città e la scuola: non esiste
museo, piccolo che sia, e non vive se non all’interno di un tessuto
sociale e civile che lo nutre, lo riconosce, lo fruisce quotidianamente.
Il museo della scuola è per la scuola e per la città, in
un’osmosi alta che fa anche del piccolo museo un percorso culturale
nella rete museale cittadina, che vede i due poli scuola e città
in un rapporto di reciproco scambio e crescita. Educare alla fruizione
dei musei e, insieme, dei beni culturali, è una delle migliori
e più efficaci forme di prevenzione dell’intolleranza, che
spesso è figlia dell’ignoranza delle proprie ed altrui radici
e ragioni.
Ringrazio innanzitutto i ragazzi per tutto il lavoro e l’impegno
che ho visto profuso nelle attività, sostenuti da una curiosità
ed entusiasmo vivi e sinceri per queste proposte, che dobbiamo aver cura
di alimentare e non spegnere; ringrazio gli insegnanti dell’Istituto
che hanno saputo affrontare con impegno, freschezza e competenza professionale
le strade nuove della didattica museale e della didattica dell’arte,
mostrando che essere educatori significa essere anche intellettuali veri,
capaci di cogliere i segni del tempo passato e presente e di aiutare i
ragazzi a darne spiegazione.
Ringrazio tutto il personale della scuola e i genitori per aver consentito
con il loro lavoro, la loro partecipazione e con il loro entusiasmo di
giungere a realizzare questo piccolo sogno.
Ringrazio il prof. Armando Ginesi e la dr.ssa Annalisa Filonzi che così
bene hanno saputo aiutarci a concretizzare a valorizzare un’idea.
Un ringraziamento particolare al Presidente della Fondazione “Cassa
di Risparmio” di Jesi, dr. Federico Tardioli, che ha creduto in
questa iniziativa e l’ha aiutata in maniera decisiva a decollare.
Bruna Aguzzi
già Dirigente dell’IC Jesi Centro “Lorenzo Lotto”
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