ISTITUTO COMPRENSIVO JESI CENTRO
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"SCUOLA E ORIENTAMENTO"
PROGETTO SPERIMENTALE
Rivolto ad alunni portatori di handicap e soggetti in condizioni di disagio scolastico.
(ai sensi della L. 5/2/92, art. 13, e della L. 18/12/97 n.440,secondo la Direttiva Ministeriale n. 238 del 19/5/98)
Il coordinatore del progetto
Prof.Valeriano Tondelli
Premessa
Il progetto sperimentale che si intende attivare, risponde allesigenza di individuare e attuare strategie innovative nel tentativo di dare risposta concreta ad alcuni problemi rilevanti, accertati dagli operatori scolastici e condivisi da operatori esterni, che si misurano con la questione dellintegrazione scolastica e sociale dei portatori di handicap e con la condizione di disagio coinvolgente alcuni giovanissimi.
Insieme, insegnanti e operatori psico-socio-sanitari, toccano con mano, ogni giorno, la difficoltà di intervenire proficuamente nei confronti di questi preadolescenti, i quali si preparano a lasciare la scuola dellobbligo, senza aver maturato un progetto, realisticamente attuabile, per limmediato futuro, in quanto soprattutto poveri di consapevolezza e fiducia in se stessi e negli altri.
Per questi alunni, il normale curricolo scolastico, assunto nellampiezza e talora nellastrattezza dei contenuti, nella complessità delle procedure di lavoro, nella difficoltà dei processi di generalizzazione e di applicazione delle regole, nella complessità della comunicazione, non solo non diventa progressivamente più familiare, ma anzi presenta sempre maggiore difficoltà.
E il caso non tanto e non solo dellalunno portatore di handicap, per il quale la normativa prevede già una differenziazione e personalizzazione degli interventi, quanto di altri allievi i quali, in un percorso scolastico problematico, allinterno di un vissuto personale e sociale di forte disagio, non trovano motivazione allapprendimento e registrano un sempre più grave insuccesso scolastico.
Aumenta così la loro estraneità allesperienza scolastica come opportunità di crescita nella conoscenza, nella responsabilità, nellautonomia, nelle relazioni sociali. Si consolida un atteggiamento di fuga da ogni impegno, sostenuto da scarsa fiducia in se stessi, nei coetanei e negli adulti.
La famiglia, per motivi diversi, tende a eludere il rapporto con la scuola, scoraggiata dalle difficoltà o incapace di cogliere la reale portata del problema.
La complessità del progetto
Finalità educative
Criteri e strategie metodologiche
c. Organizzare i gruppi-classe secondo criteri di maggior flessibilità, che prevedano momenti di lavoro comune e momenti di attività differenziate.
d. Organizzare, per piccoli gruppi di alunni, attività pratiche e di studio a classi aperte, condotte dagli insegnanti delle discipline specifiche e di sostegno, che collaborano e si alternano nella realizzazione dei vari momenti del percorso didattico;
e. Mantenere costante il rapporto degli alunni con la classe di appartenenza, anche per le attività differenziate, prevedendo momenti di condivisione del lavoro svolto fuori della classe;
f. Sottoporre gli alunni regolarmente al controllo dellefficacia delle strategie, verificando conoscenze, abilità, competenze acquisite sia nel corso delle attività differenziate, sia nelle prove a carattere sommativo somministrate allintera classe;
g. Programmare incontri periodici e finali, tra tutti gli operatori interni ed esterni coinvolti, per valutare landamento del progetto, nonchè la sua efficacia didattico-educativa;
h. Ampliare il tempo-scuola ordinario con esperienze esterne, anche pomeridiane.
Altri aspetti innovativi della sperimentazione: la programmazione modulare
I docenti dei tre consigli di Classe procedono secondo le seguenti indicazioni:
Spazi, strutture, sussidi a disposizione allinterno della Scuola
I tempi del Progetto
Settembre
Ottobre
Novembre/Febbraio/Aprile
Giugno