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LA
CONSERVAZIONE
DEGLI ALIMENTI
Gli alimenti, soprattutto quelli ricchi di proteine (carne)
e scarsi di zuccheri (latte), o quelli contenenti grandi quan-tità
di acqua (frutta), sono facilmente deteriorabili, cioè possono
essere alterati dall'umidità o da muffe e batteri. L'esigenza
di conservare i cibi era sentita sin dai tempi più remoti.
I metodi più usati erano l'essiccamento,
la salatura e l'affumicatura.
Queste tecniche vengono ancora praticate, ma sono stati inventati
altri metodi di conservazione. Essi sfruttano l'azione
del freddo o del caldo, in quanto sia il raffredda-mento
sia il riscaldamento impediscono ai microrganismi di deteriorare
gli alimenti. Esaminiamone alcuni:
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LA CONSERVAZIONE
CON IL FREDDO
La conservazione industriale con il fred-do si
pratica mediante refrigerazione,
congelazione e surgelazione.
-Refrigerazione.
Gli alimenti vengono portati a temperature comprese fra 0°C
e -5°C. Si rallentano i processi di decomposizione ma non
li si eliminano, quindi la refrigerazione può conservare
i prodotti solo per periodi di tempo limitati.
-Congelazione.
Gli alimenti vengono por-tati gradualmente a temperature comprese
tra -5°C e -15°C. Si arrestano i processi di decomposizione
e si possono così conservare i cibi per tempi molto lunghi.
-Surgelazione.
Gli alimenti vengono sottoposti a congelamento rapido con temperature
comprese tra - 40°C e - 50°C, che | poi vengono fatte
risalire e mantenute a circa -20°C fino al momento della vendita.
Il prodotto surgelato può essere conservato anche per 8-12
mesi.
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LA
CONSERVAZIONE
CON IL CALDO
Questo tipo di conservazione si pratica mediante
affumicatura, pastorizzazione, sterilizzazione
e essiccazione.
-Affumicatura.
Si espongono i cibi al ca-lore e al fumo di legna che brucia: il
fumo essicca i cibi e li impregna di sostanze tossiche per i microrganismi,
impedendo il lo-ro sviluppo. Si sottopongono a questo metodo di
conservazione soprattutto pesci, salumi, carni e alcuni formaggi.
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-Pastorizzazione.
Si scalda l'alimento per tempi brevi a temperature comprese fra
60 e 80°C, così da uccidere i microbi. Questo processo
di conservazione viene pra-ticato per il latte, i vini, le birre
e alcuni tipi di marmellate e di formaggi; ha però una
durata limitata nel tempo.
-Sterilizzazione.
Si sottopongono i cibi (in particolare carni, ortaggi e frutta)
a temperature comprese tra 100 e 150°C, in contenitori ermeticamente
chiusi, in mo-do da distruggere completamente i microrganismi.
-Essiccazione.
Si elimina tutta l'acqua contenuta negli alimenti esponendoli
all'aria e al calore naturale, oppure in es-siccatoi industriali
riscaldati e ventilati. Un altro metodo di conservazione mediante
sottrazione di acqua è la liofilizzazione
(vedi foto sopra). Gli alimenti si conservano per alcuni anni.
LA CONSERVAZIONE CON
MEZZI CHIMICI
Alcuni alimenti vengono conservati anche con metodi molto semplici
e in uso da parecchio tempo: alcol, aceto,
olio, zucchero, sale. La conservazione con
alcol, aceto e sott'olio si pratica per frutta, ortaggi,
alcuni pesci (tonno, alici...), con zucchero
per frutta sciroppata e marmellate, con salatura
per pesci, carni e formaggi.
 
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