OSSERVAZIONI
All’inizio gli ingredienti
hanno le loro caratteristiche, che perdono nel momento in cui sono
mescolati insieme diventando un unico impasto compatto, di colore
biancastro, morbido ed elastico.
Un’altra trasformazione
c’è se si lascia lievitare: l’impasto cresce, diventa
spugnoso e morbidissimo al tatto.
Che
cos’è il lievito?
Immaginiamo che sia qualcosa di vivo, che
riesce a fare delle trasformazioni.
Abbiamo cercato sul vocabolario:
"complesso di microrganismi che
sono in grado di provocare, mediante gli enzimi da essi prodotti,
una fermentazione, cioè una trasformazione chimica di
sostanze organiche." |
Abbiamo cercato spiegazioni più chiare su una enciclopedia:
"il lievito è un ammasso
di funghi unicellulari; quando si trovano in un ambiente loro
adatto e cioè in presenza di particolari zuccheri, si
moltiplicano, respirano, si nutrono, in una parola vivono. Ma
per vivere essi trasformano la molecola di zucchero con cui
vengono a contatto in alcool e anidride carbonica; nel caso
del pane o della pizza l’anidride carbonica, essendo un
gas, tende ad uscire dall’impasto: non riuscendovi, le
bolle di gas tendono a sollevare la pasta, la gonfiano, la rendono
soffice.
Con la cottura le molecole dell’alcool e dell’anidride
carbonica escono, i lieviti muoiono."
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Un’altra trasformazione
si ha infatti nel momento in cui la pizza viene messa nel forno: con
il calore la pizza da cruda diventa cotta, assume un aspetto croccante
e dorato.

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